La storia

L’atletica è uno degli sport più antichi. Concorsi atletici venivano spesso organizzati in concomitanza con feste religiose, come i giochi olimpici dell’antica Grecia.

La Grecia e il primo atleta noto

Il 776 a.C., è ritenuto tradizionalmente l’anno di inizio dei Giochi in onore di Zeus, in quanto si cominciò ad annotare il nome e la città di origine di ogni atleta vittorioso. Il primo vincitore fu un cuoco dell’Elide, Koroibos che vinse la gara dello stadio (191 metri) su una pista in terra battura, l’unica disputata in quell’edizione. ll conto del tempo fu da allora basato sulle Olimpiadi, che si tenevano ogni quattro anni, nel mese di agosto. Da evento locale con il passare del tempo divenne una competizione che coinvolgeva tutto il mondo ellenico. Dal nome della pista stadio diventò il nome degli edifici che si costruivano per la praticare e assistere a eventi sportivi, via via aggiungendo anche altre pratiche come gli sport di combattimento e le gare di equitazione, ma anche gare musicali per i ragazzi. Potevano iscriversi solo i cittadini greci, mentre erano esclusi gli schiavi e le donne, ammesse come spettatrici, ma solo se non erano ancora sposate. Per molti anni furono gli spartani a dominare nei giochi poi anche altre città si imposero alle cronache.

I Romani e la prospettiva bellica

Nell’antica Roma la preparazione fisica tenuta in considerazione prevalente mente la prospettiva bellica. I giovani venivano preparati all’attività militare. I legionari romani erano infatti famosi per la capacità di marciare portando al seguito armamento e tutto il necessario per creare gli accampamenti a ritmi molto sostenuti e per la capacità di arrivare alla tappa successiva e svolgere il proprio lavoro dopo la marcia: falegname, fabbro, cuoco, addetto agli animali. Le attività sportive più praticate erano quindi collegate alla guerra: lotta, pugilato, lancio del giavellotto, corse con i cavalli o con i carri. Le palestre romane derivarono dalla tradizione greca dei ginnasi, edifici al fianco dei quali i romani erano soliti creare delle terme per lavarsi dopo l’allenamento.

La storia delle Olimpiadi subì un interruzione nel 393 d.C., dopo oltre 1100 anni, quando l’imperatore Teodosio li bandì in quanto pagani.

Le Olimpiadi moderne e lo sport come veicolo di pace

Fu un educatore francese il barone Pierre de Coubertin a ridare vita ai Giochi Olimpici nel 1896, dopo quasi 1.500 anni di sospensione.

Nel 1890 Coubertin incontrò l’educatore inglese William Penny Brookes, che aveva organizzato i giochi olimpici britannici già nel 1866. La passione di Brookes per un festival olimpico internazionale ispirò Coubertin che dedicò la sua vita alla rinascita dei Giochi Olimpici riuscendo così a modificare la storia culturale.Dopo tanta perseveranza e vari comizi, nel 1894, in un congresso della Sorbona, si decise di tenere dei Giochi Olimpici internazionali ad Atene.

Il successo di Atene 1896 fu un impulso enorme che subì interruzione durante la prima guerra mondiale, Olimpici che non subirono interruzioni durante la prima guerra mondiale in quanto de Coubertin tenne saldo il movimento olimpico spostando la sua sede a Losanna, in Svizzera, e sostenendo un’ideologia del ”neo-olimpismo” basata sulla ricerca della pace e della comunicazione interculturale attraverso lo sport internazionale.

Il cuore di de Coubertin, che morì a Ginevra nel 1937 e il cui corpo fu sepolto a Losanna, per sua volontà fu rimosso dal suo cadavere e sepolto in una lapide commemorativa adiacente alle rovine dell’antica Olimpia.